Football a Milano, il sogno di Justin Pugh: «Daremo alla gente una squadra di cui valga la pena parlare, con storie ed eroi locali»

di Stefano Olivari

Parla il regista della fusione Rhinos-Seamen: «Il nome della nuova squadra sarà svelato a breve e renderà omaggio alla storia. In cinque anni il football dovrà competere con il calcio e il basket per i giovani talenti»

Football a Milano, il sogno di Justin Pugh: «Daremo alla gente una squadra di cui vale la pena parlare, con trorie ed eroi locali»

Justin Pugh in campo (Ap)

Da pochi giorni è iniziata la nuova era del football americano a Milano con la fusione fra Rhinos e Seamen, che messi insieme significano 10 scudetti e mezzo secolo di storia. Regista dell’operazione e proprietario del nuovo club è Justin Pugh, 11 stagioni nella NFL come offensive tackle di New York Giants e Arizona Cardinals, oggi a 36 anni imprenditore convinto delle potenzialità del football in Italia e soprattutto a Milano.

Signor Pugh, molti parlano di Milano Giants… quando si saprà il nome della nuova squadra?
«Presto e renderà omaggio alla storia sia dei Rhinos sia dei Seamen, dando a Milano qualcosa di nuovo attorno a cui unirsi».

Come è nata la fusione?
«Una città dovrebbe avere una squadra sola, per competere ai vertici e attrarre investimenti veri. Le radici contano però molto, infatti le vecchie proprietà di Rhinos e Seamen restano coinvolte nel progetto».

Obiettivi?
«Costruire il programma più forte d’Italia e un business di lungo periodo, con più linee di ricavo. Intanto stiamo definendo staff tecnico e giocatori. Harrison Green, co-fondatore insieme a me, guiderà la parte sportiva».

A Milano, città di Inter, Milan e Olimpia, c’è spazio per altre grandi realtà sportiva?
«Il nostro approccio è quello di crescere un giocatore alla volta, un tifoso alla volta: il supporto segue gli atleti, non li precede. Ecco perché il settore giovanile conterà tanto».

Lei dallo scorso febbraio è commissioner della IFL. Non c’è un conflitto di interessi?
«Non ho alcuna autorità per quanto riguarda il lato sportivo della lega. Ho un voto, come ogni altra squadra. Da commissioner sono concentrato sulla crescita della IFL, portando visibilità e investimenti. Mi viene in mente la Major League Soccer che ha appena nominato Larry Berg, comproprietario del Los Angeles FC, suo prossimo commissioner proprio perché la doppia prospettiva è stata vista come un valore».

Perché investire i suoi soldi sul football in Italia?
«Sono sposato con una italoamericana e ho giocato nella NFL a New York, la città con la più grande popolazione italoamericana del paese. E poi quando ho guardato dove il football potesse crescere a livello internazionale l’Italia è emersa subito».

Il Vigorelli è la giusta dimensione per il football?
«Il Vigorelli ha una grande storia, fra football e ciclismo. La mia visione è che diventi la casa del football americano in Italia, non solo per la nostra squadra. Stiamo anche valutando modi per continuare ad animare lo stadio e l’area circostante tutto l’anno».

Quale filosofia avrà la nuova squadra di Milano?
«Voglio un programma con una struttura da NFL e il cuore di un college, perché in questo progetto l’educazione è centrale».

Come pensa di conquistare spazio mediatico?
«Il motore più grande sarà il prodotto stesso: dare alla gente una squadra di cui vale la pena parlare, con storie locali ed eroi locali».

Dove vede la squadra fra cinque anni?
«Tra 5 anni vedo una IFL sostenibile, non solo a Milano, e un football che competa davvero con il calcio e il basket per i giovani talenti italiani e milanesi. Il momento è quello giusto, visto che l’Italia maschile si è qualificata per Los Angeles 2028, debutto olimpico del flag football. Mi piacerebbe vedere anche una partita NFL giocata in Italia, un giorno, ma soprattutto la nuova Milano puntare allo scudetto con giocatori costruiti in casa».

30 agosto 2026 ( modifica il 30 agosto 2026 | 11:04)