Pixel 10: quanta “magia Google” serve per fare un top di gamma? | Recensione

Nessuno vuole davvero lo smartphone con la “miglior fotocamera” — tutti vogliono quello che fa le foto migliori. A chi serve il telefono più potente, quando possono avere quello che funziona meglio? Per anni, questa è stata la filosofia non scritta dei Pixel: non avevano l’hardware degli altri top di gamma, ma con un po’ di “magia Googlesapevano più che compensare. Ma con tante funzionalità AI distribuite a tutto l’ecosistema Android (e con alcune novità interessanti che, almeno per ora, rimarranno negli Stati Uniti) vale ancora questa regola? Proviamo a rispondere in questa recensione di Google Pixel 10. Uno smartphone che ha comunque saputo sorprenderci e che, tutto sommato, ci piace davvero. Ma che potrebbe faticare a emergere in una fascia di prezzo dove non è più il solo “prestigiatore”.

La nostra recensione di Google Pixel 10

Il Pixel 10 parte da circa 899 euro in Italia, nella versione da 128GB di memoria che noi abbiamo testato in questa recensione. Salendo a 256GB di memoria arriviamo a 999 euro, mentre i modelli Pro partono a 1.099 euro e quello Pro XL da 1.299 euro. Sono prezzi da vero top di gamma: la stessa base di Galaxy S25 e cinquanta euro in meno di iPhone 16 (al momento, iPhone 17 non è ancora acquistabile ma le cifre restano le stesse). In questa fascia, quindi, non ci sono compromessi o scuse: bisogna dare il meglio.

Sulla carta, Google sembra avere tutte le carte in regola per competere. Ha un nuovo processore Tensor G5, prodotto su progettazione di Mountain View da TSMC a 3 nm. Porta un teleobiettivo 5x anche al modello “base”. Inoltre, introduce il supporto al Qi2 magnetico, che porta in casa Pixel la stessa esperienza di accessori magnetici che gli utenti iPhone conoscono come MagSafe — cosa che dovrebbe semplificare non poco il passaggio da casa Apple. Ma nella vita di tutti i giorni, basta a convincere gli utenti a scegliere Pixel, invece di Galaxy e iPhone?

Design e qualità costruttiva

Design che vince non si cambia (o meglio, si migliora solo di poco): Google ha confermato le stess linee squadrate, bordi piatti e la barra della fotocamera allungata sul retro. Chiunque veda un Pixel lo riconosce subito. Ma le finiture sono ben fatte e l’attenzione ai materiali non manca: alluminio di grado aerospaziale satinato e vetro Gorilla Glass Victus 2 su fronte e retro, con certificazione IP68.

design pixel 10 recensione smartphone google

Le differenze rispetto al Pixel 9 ci sono, ma sono minime: barra leggermente più spessa, logo “G” un po’ più grande, giusto qualche grammo in più (siamo a 204 grammi e spessore da 8,6 mm). Ci sono altri top di gamma (soprattutto dai brand cinesi) che hanno innovato molto quest’anno, Samsung e Apple hanno presentato le versioni ultrasottili dei propri smartphone — ma in questa fascia di prezzo ci sembra che Pixel riesca comunque a dir bene la sua. La barra delle fotocamere continua a piacerci molto: oltre a essere una firma estetica, evita che il telefono balli quando lo appoggiamo sul tavolo.

I tasti del volume si trovano sotto a quello di sblocca, nella “classica” (ma non per questo comoda) disposizione dei Pixel. Sono però ottimi tasti, che cliccano in maniera davvero soddisfacente, anche con la cover ufficiale con cui abbiamo protetto il dispositivo in prova. Noi abbiamo fra le mani la colorazione più scusaObsidian, ma ci sono anche le più fantasiose Frost, Indigo e Lemongrass.

La vera novità, però, è nascosta: il supporto al Qi2 magnetico. Con PixelSnap possiamo usare cover, portafogli e caricabatterie che si agganciano magneticamente, compatibili anche con gli accessori MagSafe — chi ha mai usato un iPhone recente sa quanto siano comode. L’altra chicca è che negli Stati Uniti il Pixel 10 è solo eSIM, ma nel nostro Paese resta uno slot per la SIM fisica in alto.

In generale, quindi, ci sembra un telefono che innova poco dal punto di vista estetico. Ma è ben costruito e solido fra le mani, con ottimi materiali.

Recensione Google Pixel 10: display e audio

Ci sembra un punto di forza anche il pannello OLED Actua da 6,3 pollici, con risoluzione 1080×2424 (FHD+) e con refresh rate 60-120Hz (quindi non LTPO 2 come i Pro). I colori sono davvero molto vividi e gli angoli di visione niente male — la resa dei contenuti in HDR in particolare è ottima. Così come lo è la luminosità di picco, che arriva a 3000 nit, superiore non solo ai Pixel 9 dell’anno scorso, ma anche ai rivali di questa fascia di prezzo: per fare di meglio bisogna salire sopra i mille euro (eccezion fatta per i nuovi iPhone 17, che rientrano a pelo nelle tre cifre). Potete vedere senza nessun problema i contenuti sotto il sole, siamo riusciti anche a vedere video YouTube con risultati tutto sommato accettabili (cosa impensabile con i prodotti anche solo di un paio di anni fa).

display pixel 10 recensione smartphone google

Nota negativa, invece, le cornici piuttosto spesse: in questa fascia di prezzo i produttori asiatici riescono a fare molto di più. Soprattutto considerando le dimensioni ridotte del display (anche se definire ridotti 6,3 pollici fa strano per chi segue il mondo smartphone da un po’). C’è comunque tutto lo spazio che serve, ma per chi viene da altri top di gamma Android potrebbe avere bisogno di qualche tempo per abituarsi.

Lettore d’impronte, audio e feedback tattile

Da vero top di gamma invece lo sblocco ultrasonico delle impronte sotto il display. Velocissimo, precisissimo. Un’esperienza di altissima qualità. Ottimi anche gli altoparlanti stereo, così come il feedback tattile: preciso e dettagliato, uno dei migliori su Android.

Hardware e prestazioni

Passiamo a parlare della grande novità. Negli ultimi anni, Google a co-progettato il proprio chip per i Pixel con Samsung, che ha sicuramente più esperienza in questo ambito. Ma il nuovo Tensor G5 è il primo processore Google prodotto direttamente da TSMC a 3 nm. Come si comporta? Meglio dell’anno scorso: soprattutto parlando di AI con un aumento del 60% della TPU. Tuttavia, deve competere con i top di gamma: Snapdragon 8 Elite di Qualcomm per Android e Apple A18 (in attesa di testare A1) per iPhone. E di strada deve farne molta per arrivare allo stesso livello.

Non fraintendeteci: nell’uso quotidiano non vi accorgerete di differenze: apre le app velocemente, senza alcun problema. Gestisce bene anche il multitasking, con 12 GB di RAM (contro i 16 GB dei Pro) che ci sembrano più che sufficienti. E, soprattutto, gestisce molto bene i carichi di lavoro AI. Ma nei giochi più pesanti e nei programmi di modifica grafica, fatica decisamente di più: ogni tanto perde qualche frame nei giochi. Nulla di davvero problematico, ma con un prezzo di partenza da 899 euro è giusto pretendere il meglio — e Tensor G5 semplicemente non lo è. Siamo sulla strada giusta: ottimizzare il chip per l’intelligenza artificiale potrebbe dare a Google un vantaggio competitivo nel lungo periodo. Ma ad oggi, i rivali riescono a processare l’AI con lo stesso ritmo, e sono più potenti sul resto.

Software e AI

Il Pixel 10 arriva con tutte le novità software di Google annunciate prima dell’estate: sfrutta Android 16 e il nuovo design Material 3 Expressive, che porta un’interfaccia più fluida e animazioni vivaci. L’esperienza è quella tipica dei Pixel: pulita, senza fronzoli e con la promessa di sette anni di aggiornamenti che lo rendono un campione di longevità nel panorama Android.

In Italia possiamo già sfruttare diverse novità legate all’AI. Quella con cui ci siamo più diverti è Camera Coach, una sorta di insegnante virtuale che vi suggerisce come comporre meglio la scena. Non è un’esperienza tanto fluida e immediata da poter diventare un “assistente” durante gli scatti mentre siete in vacanza, ma può insegnarvi un po’ alla volta come dare risalto ai soggetti, in maniera solo pratica e mai noiosa.

pixel 10 recensione google software

Ma ci sono diverse funzioni che restano invece limitate agli Stati Uniti. È il caso di Magic Cue, capace di proporre informazioni contestuali pescando da email e calendario, che sarebbe un vero salto di qualità nell’esperienza AI. Oppure di Voice Translate, che traduce le chiamate al volo imitando tono e inflessioni della voce. E mancano anche “comodità” come Daily Hub e Pixel Journal.

È un vero peccato che queste (e altre) funzioni non siano disponibili in Italia, perché ad oggi la “magia Google” nel nostro Paese (o almeno quella esclusiva di Pixel 10) risulta di fatto limitata. Molte funzioni di modifica immagini, Gemini Live e le altre chicche di AI generativa sono già presenti in altri top di gamma Android — il valore aggiunto di Google c’è, ma forse si sente troppo poco.

Da questo link invece il Pixel 9a di Google

Recensione Google Pixel 10: fotocamera e video

Il Pixel 10 aggiunge un sensore di cui si sentiva sicuramente il bisogno anche nei modelli “non Pro”: un teleobiettivo 5x da 10.8 MP, che si affianca al sensore principale da 48 MP e all’ultragrandangolare da 13 MP. Tuttavia, sembra che per fare spazio al teleobiettivo Google abbia dovuto ridurre le dimensioni degli altri sensori. Le differenze, però, si vedono solamente in condizioni di luce complicate: in linea generale, quello di Pixel 10 resta un ottimo reparto fotografico.

fotocamera pixel 10 recensione smartphone google

Chi ha già usato i telefoni di Google, sa cosa aspettarsi a livello esperienziale dai Pixel: scatti immediati, processati dall’AI per risultare ben risoluti, con colori naturali e un bilanciamento della luce convincente. Di giorno le immagini sono nitide e brillanti, mentre con la modalità Night Sight tende a “schiarire” un po’ troppo il cielo per i nostri gusti. Anche se il contrasto dei colori le rende perfette per i social. Inoltre, resta impressionante come si possano realizzare immagini di qualità senza sforzi di alcun tipo, basta davvero puntare e scattare.

Lo zoom ottico permette di spingersi fino a 5x, che nei ritratti ottiene scontorni naturali (anche se manca un po’ il volume della fotocamera principale). Con il Super Res Zoom si arriva fino a 20x, con scatti tutto sommato utilizzabili. Anche i selfie da 10,5 MP risultano piuttosto convincenti, pur con colori meno naturali di quelli prodotti dalla principale.

Come sempre, la potenza di Google sta nel software: c’è un grande miglioramento fra quello che vedete sullo schermo prima e dopo lo scatto. Alcune caratteristiche software, però, restano limitate ai modelli superiori. I Pixel Pro includono funzioni come Pro Res Zoom, che sfrutta l’AI per spingersi fino a 100x, e strumenti video come Video Boost, la modalità Night Sight Video e la registrazione in 8K. Il Pixel 10 invece si ferma a registrazioni in 4K a 60 fps, con però una buona stabilizzazione. Chi punta su scatti e video di livello professionale dovrebbe considerare l’upgrade — ma già il Pixel 10 offre un’esperienza di qualità.

Qualche scatto di prova

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    Batteria e ricarica: PixelSnap vale il salto generazionale

    Sul Pixel 10 troviamo una batteria da 4.970 mAh, leggermente più capiente rispetto al Pixel 9. L’autonomia è buona: con un uso quotidiano intenso si arriva comunque tranquillamente a sera, con un uso più standard tocchiamo il giorno e mezzo, quasi due. Abbiamo anche navigato con Android Auto, usato l’hotspot e fatto videochiamate senza riuscire a scaricarla tutta in un giorno, arrivando a sera con oltre il 20%.

    pixel 10 recensione smartphone google

    Per la ricarica, il Pixel 10 supporta fino a 30W via USB-C con standard PPS: si arriva al 50% in circa mezz’ora e al 100% in poco meno di un’ora e mezza. Bene, ma non certo il meglio della categoria. Il valore aggiunto, per noi, è la ricarica wireless Qi2 a 15W, resa più comoda dal sistema magnetico PixelSnap, compatibile con accessori MagSafe. Questo significa che, oltre a quelli ufficiali, avete un mondo intero di gadget compatibili ed estremamente comodi: supporti per auto, caricabatterie da scrivania, powerbank. Un miglioramento nella qualità della vita evidente, anche perché ci sembra che l’aggancio magnetico (con o senza cover) sia solido come e forse anche più di quello di Apple.

    Recensione di Google Pixel 10: conclusioni

    Il Google Pixel 10 ci è piaciuto e, se scrivessimo questa recensione “senza contesto”, lo premieremmo appieno. Il software è ottimo, la fotocamera semplice ed efficace, la batteria capiente e PixelSnap è comodissimo. Però, considerando la competizione in questa fascia di prezzo e le funzioni mancanti da questo lato dell’Atlantico, il giudizio va ricalibrato.

    Senza le magie Google extra, è più facile vedere i limiti che Pixel 10 ha rispetto alla competizione. Il processore è meno potente, le fotocamere sono meno prestanti dal punto di vista hardware. Resta ottimo lo schermo (con il sensore delle impronte e la luminosità come punti di forza senza compromessi) e intelligente, per quando non più originale, il design. Insomma: è un telefono davvero buono, ma senza le ultime funzioni AI fatica a competere con Galaxy e iPhone.

    Quando le funzioni extra arriveranno anche in Italia, però, riequilibreranno la partita — anche perché Pixel 10 per quel giorno sarà sceso sotto agli 899 euro di prezzo iniziale. Insomma: il nuovo telefono Google potrebbe migliorare nel tempo, cosa non certo banale per uno smartphone. Ma, per il momento, non ha tutta la “magia Google” che vorremmo.

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    Autore

    • Stefano Regazzi

      Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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