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NGC 886

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NGC 886
Ammasso aperto
NGC 886
Scoperta
ScopritoreJohn Herschel
Data30 ottobre 1829
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneCassiopea
Ascensione retta02h 23m 12s
Declinazione+63° 46 43
Distanza2968 a.l.
(910 pc)
Magnitudine apparente (V)8,48 (banda V)
Dimensione apparente (V)14,0'
Velocità radiale-11,65 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseIV 2 p
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Massa~400 M
Altre designazioni
PGC 3517877, GC 522, JH 214, UBC 189
Mappa di localizzazione
NGC 886
Categoria di ammassi aperti

NGC 886 è un ammasso aperto situato nella costellazione di Cassiopea. Si trova a una distanza stimata di circa 2 968 anni luce (pari a 910 parsec)[1] dal sistema solare, all'interno del Braccio di Perseo della Via Lattea.[2]

Caratteristiche

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NGC 886 si configura come un piccolo ammasso stellare aperto dall'aspetto lasso e irregolare, contenente una popolazione stimata tra le 20 e le 30 stelle principali entro il suo raggio centrale. Ha una massa complessiva stimata in circa 400 masse solari ed è considerato un ammasso di età intermedia, con una metallicità analoga a quella solare e un livello di estinzione stellare moderato.

In passato la sua natura fisica è stata oggetto di dibattito e l'oggetto è stato talvolta classificato come un semplice asterismo. Tuttavia, le analisi cinematiche e i dati astrometrici moderni (ottenuti tramite le osservazioni della missione Gaia) ne hanno confermato l'effettiva natura di ammasso aperto, identificandone i membri legati gravitazionalmente. L'ammasso si muove in direzione del nostro Sole con una velocità radiale di circa -11,65 km/s.

L'ammasso possiede una magnitudine apparente integrata di circa 8,48 nella banda V e si estende per circa 14 minuti d'arco. Data la dispersione delle sue componenti e la sovrapposizione con il ricco campo stellare della Via Lattea boreale, l'identificazione richiede l'utilizzo di un telescopio amatoriale o di un binocolo a grande campo sotto cieli bui.

La sua coordinata di declinazione fortemente settentrionale (+63°) lo colloca stabilmente nel cielo boreale, rendendolo un oggetto circumpolare per la quasi totalità dell'emisfero boreale. È pertanto visibile durante tutto l'anno da latitudini medie come quelle dell'Europa e dell'Italia. Al contrario, dalle latitudini medie dell'emisfero australe appare estremamente basso sull'orizzonte o del tutto invisibile.

L'ammasso è stato scoperto dall'astronomo britannico John Herschel il 30 ottobre 1829.[3] Herschel lo incluse nelle sue osservazioni personali (catalogato originariamente con la sigla JH 214) e nel successivo General Catalogue of Nebulae and Clusters con il numero GC 522. L'astronomo John Dreyer lo inserì infine nel New General Catalogue con la numerazione progressiva attuale, descrivendolo come un ammasso grande, moderatamente compresso, costituito da stelle di magnitudine compresa tra la 9ª e la 13ª.

  1. The MiMO Catalog: Physical Parameters and Stellar Mass Functions of 1232 Open Clusters from Gaia DR3, su scixplorer.org. URL consultato il 26 agosto 2026.
  2. Results for object NGC 0886 (NGC 886), su ned.ipac.caltech.edu. URL consultato il 26 agosto 2026.
  3. Courtney Seligman, NGC Objects: NGC 850 - 899, su cseligman.com. URL consultato il 26 agosto 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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