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C’è una cosa che molti uomini imparano presto: davanti a un problema bisogna trovare subito una soluzione. Funziona così al lavoro, nello sport, nella vita quotidiana. C’è qualcosa che non va? Si analizza, si aggiusta, si va avanti. Solo che questo schema, quando entra in gioco la salute mentale, spesso smette di funzionare. Lo raccontano anche i dati di MINDex, il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani realizzato da Ipsos Doxa per il 2026, dedicato all’educazione emotiva. Perché da una parte il 62% degli uomini dice di aver ricevuto un’educazione emotiva, ma dall’altra solo il 37% afferma che si rivolgerebbe senza problemi a un professionista della salute mentale. È un paradosso che emerge ancora meglio guardando un altro dato: il 40% degli uomini italiani pensa di essere molto consapevole delle proprie emozioni, ma appena il 15% dice di saperle davvero affrontare , cioè fermarsi, elaborarle e riflettere prima di reagire. E allora succede spesso questo: si tira avanti finché si riesce, si aspetta che la situazione diventi pesante prima di chiedere aiuto. Ma il supporto psicologico non è il segnale che “non ce la stai facendo”, può essere, molto più semplicemente, uno spazio per prendersi cura del proprio benessere psicologico per capire meglio come stai, prima che il disagio abbia un impatto significativo sul benessere quotidiano. Ve lo raccontiamo anche perché maggio è il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale e, proprio in questo periodo, Unobravo sta portando avanti la campagna “Unobravo for Men”, nata per aprire una conversazione su qualcosa che troppo spesso viene normalizzato: tenersi tutto dentro, minimizzare quello che si prova e chiedere aiuto solo quando si è già arrivati al limite.